5 ragioni per vivere in Giappone

Le principali caratteristiche che rendono il Giappone un ottimo Paese in cui vivere, anche per chi è in cerca di una nuova vita.

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Come si vive in Giappone? Da quando vivo a Tokyo sono in molti a farmi questa domanda, e discuto spesso delle ragioni per cui mi trovo molto bene qui. Fra tutte le cose che potrei dire, ho deciso di porre in evidenza i motivi principali che rendono il Giappone un Paese in cui si può vivere alla grande, a patto di sapersi adattare ad una cultura diversa dalla nostra.

Se vuoi scoprire anche l’altra faccia della medaglia, dopo aver letto questo articolo passa ai motivi per NON vivere in Giappone.

Educazione, ordine e pulizia

I giapponesi sono celebri per la loro rigida educazione ed il proverbiale rispetto delle regole: chiunque venga in Giappone rimane impressionato dalla compostezza e gentilezza che contraddistingue la maggior parte delle persone.

Alcuni sostengono che i giapponesi appaiono sempre gentili perché non dicono apertamente quello che pensano, quindi è come se indossassero una maschera. Questo può essere vero, almeno in parte, ma esiste un modo per comportarsi educatamente senza porsi qualche limite, evitando di dire al prossimo tutto ciò che si pensa? Io credo proprio di no.

Tutto questo si rispecchia in ogni aspetto della società: le città sono ordinate ed i beni pubblici sono trattati come meritano. Efficienza, rigore e pulizia sono la normalità.

Sicurezza e basso tasso di criminalità

Le città giapponesi sono sicurissime, con Tokyo in prima linea, indicata dall’Economist come lametropoli più sicura al mondo. La microcriminalità è a livelli così bassi da essere considerata quasi inesistente.

I furti e gli scippi sono estremamente rari, e lo stesso si può dire della maggior parte dei reati più comuni nelle città. Per queste ragioni si vedono spesso bambini andare in giro da soli, e ragazze uscire tranquillamente anche a notte fonda.

Nonostante il suo intervento non sia quasi mai richiesto, la polizia è molto presente sul territorio, grazie alla figura del poliziotto di quartiere, che si nota facilmente nei cosiddetti “koban”, disseminati in tutte le zone abitate.

Quando si perde un oggetto, magari dimenticandoselo sul treno o in qualche locale, ci sono alte probabilità che venga restituito al centro oggetti smarriti.

Trasporti pubblici efficienti e puntuali

Per chi viaggia sempre in auto questa potrebbe sembrare una cosa di scarso rilievo, ma in realtà si tratta di un aspetto in grado migliorare concretamente la vita delle persone.

Prova a pensare a quante volte hai iniziato male la giornata a causa di Trenitalia; quante volte i ritardi, gli scioperi ed i treni sporchi e puzzolenti come una latrina ti hanno fatto salire i nervi a fior di pelle; quante volte hai vissuto la frustrazione di trovare le obliteratrici fuori servizio. Quante sono le situazioni in cui hai rinunciato a prendere i mezzi pubblici in favore dell’auto proprio per questi motivi?

In Giappone la puntualità, la pulizia e l’efficienza dei mezzi pubblici costituiscono un modello da imitare, e la possibilità di fare affidamento su una rete di trasporti di questo tipo incide positivamente sulla qualità della vita.

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Paghi le tasse per avere qualcosa in cambio

Secondo i dati di Confcommercio la pressione fiscale in Italia si aggira intorno al 55%, nella realtà dei fatti però può superare anche il 60%: se non hai direttamente a che fare con questi numeri controlla quello che una piccola impresa deve versare all’erario italiano, e preparati a farti venire i brividi.

L’Italia infatti è arrivata a detenere il record mondiale (in negativo) per la quantità esorbitante di tasse. In Giappone i dati sono decisamente diversi, con una pressione fiscale del 30% circa, che scende addirittura al 26% per quanto riguarda la pressione reale.

A chi attribuisce la colpa di tutto ciò al debito pubblico, voglio ricordare che il debito giapponese è addirittura superiore a quello italiano. Il punto che voglio mettere in risalto però non è quanto si paga, bensì quello che si riceve in cambio dallo Stato: se parliamo di tasse non possiamo tralasciare un “dettaglio”, ovvero che i servizi in Giappone funzionano molto bene, mentre altrove le cose non stanno proprio così.

Buona cucina per tutte le tasche

Personalmente non saprei dire quale sia migliore fra la cucina italiana e quella giapponese, perché le adoro entrambe, ma la guida Michelin ha confermato Tokyo come capitale mondiale del gourmet per molti anni consecutivi.

Ciò che apprezzo di più del Giappone e che c’è una grandissima varietà nel cibo e nei ristoranti, non solo per quanto riguarda la buonissima cucina locale, ma anche quella etnica. La varietà si trova, oltre che nei piatti, anche nei prezzi: chiunque può mangiare cibo di qualità, senza la necessità di avere chissà quanti soldi per poterselo permettere.

Contributo di: ItalyJapan.net

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