“La Focacciosa”: la focaccia italiana a Berlino

13936831_10208704952033796_1857351151_nLa mozzarella, rigorosamente italiana, si scioglie sulla salsa di pomodoro rendendola l’unico condimento possibile per il soffice, spesso e friabile impasto che la sostiene. Accanto l’impasto è lo stesso, e anche il sugo e la mozzarella, ma stavolta ad arricchire il tutto ci sono funghi, rucola ed olive. E poi quella con il salame dolce, con il salame piccante, quella vegetariana e tante altre.

A Berlino la focaccia ha un punto di ritrovo d’eccezione. Il suo nome è La focacciosa. Si trova a Friedrichshain, su Holteistraße 13, a due passi da Ostkreuz ed è aperta ogni giorno della settimana, salvo la domenica, a pranzo e a cena. Dietro a tutto c’è Nicola Centrone, 28 anni, nato e cresciuto a Berlino da genitori italiani, ma con un lungo passato recente ad Ischia dove si è appassionato alla cucina partenopea e, in particolare, la focaccia. «Purtroppo in Germania è poco conosciuta. La gastronomia del Belpaese ha ancora tanto da dare e da dire. È un piacere pensare di esserne uno dei testimonial. L’importante è farlo rispettando sempre ingredienti e tradizione. Senza qualità, anche le migliori idee sono destinate a fallire. In Italia quasi ogni regione ha la propria focaccia. La nostra è un mix tra quella genovese e la pizza più classica. Ha una base croccantina, ma una parte superiore più soffice. Ogni giorno prepariamo dagli 8 ai 15 condimenti, tutti gli ingredienti sono italiani, dalla farina Caputo 5 stagioni alla spianata dolce e piccante passando per il salame Napoli e Milano. La lievitazione avviene a temperatura ambiente per 24 ore. Dentro, poi, c’è tutta la nostra passione».

La focacciosa, il locale. 110 metri quadrati per una quarantina di posti esterni più ventincinque di terrazza esterna, un menù che oltre ad offrire vari tipi di focaccia, si compone anche di diverse paste preparate con cura e che cambiano ogni giorno (tra cui lasagne al ragù, cannelloni agli spinaci e ricotta e rigatoni ai broccoli) e insalate. Il pane e la focaccia bianca sono rigorosamente fatti in casa. Tovaglie di carta tipiche italiane, acqua del rubinetto (non è scontato nei locali tedeschi) sempre a disposizione e un’atmosfera generale che fa tanto casa, almeno per noi, ottima per un pranzo o una cena gustosa ed economica. I tranci di focaccia costano 1,90€, se se ne prendono 3 5,20€ mentre una teglia intera 22,00 €. Paste e insalate sono anch’esse intorno ai 5 e 6 €. Ogni tanto, se la mamma di Nicola ha avuto tempo, come dessert c’è anche un buonissimo tiramisù. «Nessun prodotto industriale, ci teniamo all’autenticità della ricetta e dei sapori» All’interno del locale vengono spesso organizzate anche feste ed eventi privati. «Sempre più tedeschi cominciano ad apprezzare il cibo italiano di qualità. Stanno capendo che il mangiare bene è un elemento fondamentale anche durante celebrazioni di vario tipo. Mette di buon umore e spesso diventa pretesto per un commento o l’inizio di una chiacchiera. Ci siamo specializzati anche nella preparazione di cocktail e il venerdì e per tutta l’estate l’aperol spritz costerà solo 3,80€. Ci troviamo a due passi da tutta la zona dei locali di Revaler Str. e Ostkreuz, ci piace l’idea che ci venga qui per iniziare a godersi una serata che poi può continuare altrove».

La storia di Nicola. «Sono cresciuto a Kreuzberg, zona Schlesiches Tor. Mia madre è di Ischia, mio padre di Santeramo in Colle, Puglia. Si sono conosciuti in Italia, poco dopo il matrimonio lui trovò lavoro presso lo stabilimento di produzione di lampadine Ozram di Berlino e così si sono entrambi trasferiti qui. L’Italia è stata sempre nel mio cuore. Lavorare nella ristorazione è sempre stata una vocazione. Ho iniziato a 13 anni vendendo gelati d’estate a Kreuzberg. Sono stato due anni cameriere ad Ischia per fare esperienza. Poi ho preso in co-gestione un ristorante a Potsdamer Platz prima di decidere, a luglio 2015, di mettermi in proprio con La Focacciosa». Come ci si sente ad essere italo-berlinesi nativi ora che l’immigrazione italiana verso la capitale tedesca è un flusso costante? «Da italiano si prova un po’ di tristezza ma da berlinese ne sono felice. Qui si vive l’internazionalità di una città come un vanto e gli italiani hanno tanto da dare ai tedeschi, ma anche da imparare da loro. Purtroppo già se ci si allontana un po’ da Berlino ci si accorge che non tutti la pensano così. Nel medio-lungo periodo si rischia che l’immigrazione italiana possa cominciare ad essere vista in maniera non simpatica. Speriamo che non accada. Alla fine, italiani e tedeschi hanno molti più punti in comune che diversità. Vivere fianco a fianco ci arricchisce. E non solo da un punto di vista gastronomico, come con la focaccia nel mio caso. Dietro c’è molto di più, c’è la vita in generale. Sto per diventare papà. La mia compagna è italiana, ma abbiamo deciso di farlo nascere qui. Sono fiero delle mie origini, ma rispetto e sono orgoglioso di questa Germania».

Contributo di: berlinocacioepepemagazine

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